Qual è la differenza tra Search e Social? Un confronto

Ci sono parecchie e diverse tattiche di marketing digitale ma, per quel che riguarda la pubblicità, ci sono due opzioni principali che spiccano tra tutte le altre e sono: social e search advertising. Le pubblicità sui social sono collocate sui social media quali Facebook, Twitter, Instagram e Linkedin, invece gli annunci, conosciuti anche come annunci PPC (pay-per-click) , vengono visualizzati nelle prime pagine dei risultati sui motori di ricerca come Google.

Visuals

I social media sono quelli che consentono di utilizzare un’immagine insieme all’annuncio, invece gli annunci pubblicitari di ricerca utilizzano solamente il testo (chiaramente ad eccezione degli annunci display). Prima di fare una scelta su quale tipo di pubblicità bisogna pubblicare, bisogna pensare bene alla natura del prodotto o del servizio che si sta cercando di vendere per porsi successivamente queste domande:

  1. Le persone hanno forse la necessità di qualcosa di visivo per poter capire cosa si sta vendendo?
  2. Saremo in grado di spiegare la nostra value proposition solo con un testo?

Sia gli annunci che la pubblicità pubblicata sui social consentono ai brand di controllare chi vede gli annunci pubblicitari anche se il modo in cui si può scegliere come targettizzare i consumatori è comunque un po’ diverso. Sui social, i brand possono indirizzare le persone basandosi sulla loro età, sulla posizione, sul sesso, sui gusti e su altro ancora.

Supponiamo ad esempio se si vogliono pubblicizzare dei servizi di formazione personale alle persone che si trovano a Roma: sui social si possono scegliere come target le persone a Roma che vanno in palestra e si allena regolarmente. Tutto questo vuol dire che chiunque vada in palestra vedrebbe l’annuncio ma non necessariamente desiderano un personal trainer.

Utilizzando gli annunci della rete di ricerca, si possono inoltre scegliere delle parole chiave come “personal trainer a Roma” oppure “Roma con personal training”. Tutti coloro che cercano queste parole chiave sono interessate a lavorare con un personal trainer e saranno quindi più propense a convertirsi in clienti. Se si desidera scegliere come target un solo tipo specifico di persone, la ricerca pubblicitaria allora potrebbe essere adatta a noi.

Annunci interattivi

Se un annuncio compare nel feed del social network Facebook di un consumatore, per esempio, allora il consumatore può mettere un Like, condividerlo oppure magari commentarlo. Il brand avrà così l’opportunità di rispondere al commento al fine di rispondere alle domande o di fornire altre informazioni.

Finché si dispone delle risorse per monitorare gli annunci e per rispondere ai vari commenti e alle domande ricevute, allora questa può rappresentare una grande opportunità per entrare in contatto con i clienti. I marchi, infatti, non hanno la possibilità di interagire con i consumatori e se si propongono un prodotto o un servizio nuovi o complessi, allora può essere utile usare la pubblicità social per avere l’opportunità di fornire più informazioni ai consumatori.

Valore per un lungo periodo

I consumatori esposti ad un annuncio che si trova nei risultati di ricerca, hanno la possibilità di ignorare l’annuncio oppure di fare un clic su di esso per visitare la pagina del brand. Anche gli utenti esposti ad un annuncio sui social media hanno queste opportunità ma possono anche decidere di scegliere se condividere l’annuncio con i loro amici o follower oppure no.

L’amplificazione è infatti quel processo attraverso il quale un annuncio può raggiungere un pubblico decisamente più ampio di quanto lo era all’inizio. Poiché gli annunci sui social media hanno il grande potenziale per essere amplificati, allora hanno un valore più elevato rispetto agli altri.

Un annuncio che appare sui social media può comunque continuare a vivere e a raggiungere sempre nuovi consumatori attraverso tutte le condivisioni che si fanno anche molto tempo dopo la fine di quella campagna, ma questo non è affatto possibile se si fa riferimento ad un annuncio di ricerca.

Tornando all’inizio, a questo punto, diciamo che la differenza sostanziale tra Search e Social è tra chi, in un momento di pausa, scorre le newsfeed dei maggiori Social Network è chi, invece, sente il bisogno di informarsi su un tema specifico. Entrambi hanno in mano uno smartphone, ma il primo lo fa durante un momento di pausa e di relax e scorre rapidamente i feed soffermandosi su quello che attira la sua attenzione.

Nel secondo caso, invece, la persona sente un’esigenza e tenta di soddisfarla tramite l’ottenimento di un’informazione. Questi sono infatti due diversi obiettivi che hanno grane influenza sulla qualità dell’attenzione. Ciò non toglie che, nel caso in cui arrivasse un stimolo scorrendo la newsfeed, anche chi è in un momento di “stacco mentale” possa comunque attivarsi e concedere la massima considerazione.

Questo fenomeno, anche se non molto frequente, capita ugualmente e si chiama Bisogno Latente: quindi, se qualcuno ricorda o propone un qualcosa di cui ha bisogno, il soggetto si ferma ad ascoltare e ad acquistare. La search, invece, funziona in modo diverso perché il soggetto ha bisogno di un’informazione e li cerca attraverso Google, Booking o Amazon e, dopo aver consultato qualche risultato, tende poi a fermarsi in quanto ha ricevuto l’informazione o ha acquistato il prodotto che stava cercando.

Il nome di questo si chiama Bisogno Percepito e si è posizionati offrendo il massimo della resa in termini di occasioni, denaro o di attenzione. Ma la vera differenza tra search e social sta comunque nel fatto che la prima pone di fronte ad un problema di qualità del contenuto e del posizionamento nei risultati delle ricerche. Con il secondo, invece, i problemi riguardano la notorietà, la credibilità ed un basso livello di attenzione del pubblico.